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Strategia Poetica e Teatro per te!

E chi ha voglia di mettersi lì e scavare nel proprio terreno? Eppure farlo aiuta a comprendere un pochino quell'infinità di noi stessi. Per farlo bisogna entrare in connessione con ciò che abbiamo provato quando eravamo bimbi: il resto è solo chiacchiericcio, di quello inutile e costoso. Spesso il chiacchiericcio può assumere sfumature anche affascinanti, ma non c'entra niente con lo "scavare" perché questo richiede fatica e sofferenza, almeno d'apprincipio. Io scavo, sono un paleontologo in cerca di ciò che era e fu, scavo per aiutarmi a comprendere quel me stesso che non potrò mai conoscere: infatti a me non interessa "trovare me stesso", "essere me stesso", "realizzarmi" e cose simili: queste sono solo ricerche cazzute del mio sciocchino ego che ha come prerogativa confondere le acque. Sapere come mi sentivo da bambino e riprendere per mano quel bimbo spezzettato-massacrato-rivoltato è la cosa giusta da fare: per me, per mia figlia, per i bambini con i quali lavoro, per tutti i me stessi, per gli altri, per tutti i bimbi della Terra, per il mondo...

Vuoi iniziare l'escavazione? Ti assicuro che ne vale la fatica!

Rock and roll!

 
 
 

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PROPOSTA DI ALLENAMENTO

Ascoltiamo un bambino fino in fondo. Non interrompiamolo. NON interrompiamolo. Proviamo a sentire come sta l’altro anche quando non la pensa come noi. Guardiamo gli occhi di chi ci parla: se corrono v

 
 
 
UN MODO DI ESSERE DA RISVEGLIARE

Dialogo tra il bambino e il guerriero Bambino: Perché hai il fucile in mano? Guerriero: Perché ho paura che mi attacchino.Bambino: Se ti siedi con me possiamo guardare le nuvole.Guerriero: E se arriva

 
 
 
Dentro

Infilare la testa nel bidone della spazzatura? Sì, laddove il bidone fosse ciò che spesso evitiamo di riconoscere come nostro mondo....

 
 
 

Commenti


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Spiazzante, tenebroso, affascinante. Madame Hisako non scherza. Ti scaraventa dentro la vita, davanti alla fine di ogni cosa. Le sue storie non hanno una trama accomodante, se ne fottono delle regole, non si fanno leggere. Ti leggono.
Sono quadri iper-realisti e metafisici, fotogrammi in movimento, partiture dodecafoniche, superfici riflettenti. Una creazione incessante, un frattale, una commedia ridicola e illuminante.
Si esprimono in un soffio, deflagrano, sorprendono, fanno arrabbiare, ipnotizzano, svelano. Lasciano senza fiato.

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